Presentazioni

Nel presentare una persona ad un’altra si seguono ancora oggi tre vecchie regole:

  1. la persona più giovane viene presentata alla più anziana.
  2. La persona meno importante viene presentata alla più importante.
  3. L’uomo viene presentato alla donna.

L’ultima regola fa eccezione solo se l’uomo è un ecclesiastico o un Capo di Stato. In questo caso è la donna che deve essere presentata all’uomo.

La presentazione va fatta ogni qualvolta ne capiti l’occasione e serve a facilitare i rapporti sociali. Per strada o per negozi non si usa fare le presentazioni a meno che non si intuisca che due persone desiderano conoscersi. Si deve evitare anche di fare presentazioni durante un funerale o durante una visita di condoglianze.

Quando l’uomo viene presentato ad una signora si alza in piedi.

La persona che viene presentata non deve mai porgere la mano per prima, ma attendere che sia l’altra a tendere la mano. Se ciò non avviene, ci si limiti ad un breve cenno del capo.

Nel caso che chi viene presentato porga istintivamente la mano per errore, l’altra persona deve tendere immediatamente la sua per non creare una situazione imbarazzante.

Presentando un uomo ad una signora è corretto dire subito a questa ultima: “ Signora, le presento il Signor….” e subito si aggiunge, rivolgendosi all’uomo, “la Signora….”.

Quando si presentano coppie di coniugi basta dire “ il Signore e la Signora Rossi”, “ il Signore e la Signora Verdi”.

Dovendo presentare un uomo ad un gruppo numeroso si deve dire “ il Signor A, la Signora B, il Signore C, ecc”. Dovendo presentare lo stesso gruppo ad una donna, si deve dire: “il Signor B, la signora B, il Signor C,ecc….La Signora A”.

quando ci si presenta da soli non si deve mai far precedere il proprio nome dal titolo, né tantomeno dal “Signor”. Si deve cioè dire “ sono Giovanni B”.

quando si è già stati presentati ad una persona e questa sembra averlo dimenticato, non è gentile dire “ non si ricorda di me?”. Si deve piuttosto dire “ sono Giovanni B. Ci siamo conosciuti a…..” usando cioè una frase che eviti sforzi di memoria all’altra persona.

La persona presentata usa, in genere, rispondere con brevi parole come “molto lieto”, “fortunatissimo”, ”piacere”, ecc. e’ preferibile non usare formule troppo leziose; molte volte è preferibile limitarsi ad una stretta di mano e ad un cordiale sorriso.

Nell’interpellare le persone non conosciute si deve sempre usare sempre il “lei”.

Il passaggio dal “lei” al “tu” è sempre delicato.

Un tu proposto all’improvviso può creare imbarazzi ed essere oggetto di critiche.

Come regola, la proposta deve partire dalla persona più anziana o più importante.

L’altra deve mostrarsi felice e ringraziare, senza dare segni di imbarazzo.

Il Manuale del Buon Contegno

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