La nascita del Bon Ton

In italiano il termine galateo deriva dal titolo del principale trattato sull’argomento, il Galateo overo de’ costumi, scritto nel 1558 da Monsignor Giovanni della Casa per codificare le norme di comportamento che regolano i rapporti formali della società con cui si identifica la buona educazione.

Molto suggestiva, anche se non corretta, è l’etimologia popolare della parola etichetta come diminutivo di etica (branca della filosofia che si occupa di ciò che è buono, giusto o moralmente corretto), nell’ottica di un’interpretazione che la definisce come un’etica “minore” applicata non ai grandi problemi della vita morale ma ai semplici problemi della vita di ogni giorno.

Se in epoca antica virtù e contegno esteriore erano considerate come un concetto unico ed inscindibile patrimonio delle élite cortigiane e cavalleresche, in epoca moderna le regole della buona educazione, sia cortesi che borghesi, costituivano, unitamente ai precisi dettami dell’etichetta e del cerimoniale inerenti al modo di agire e di parlare in politica e società, una sorta di grammatica del comportamento.

Le buone maniere borghesi, misura e obiettivo di ogni comportamento, si traducevano nel manifestare e mantenere un contegno, vale a dire nel dominare il proprio corpo, i propri affetti e le proprie emozioni e simboleggiavano padronanza di sé, stabilità, affidabilità e rettitudine, ossia onestà e rispettabilità. Chi desiderava farsi strada nella società borghese doveva apprendere un portamento corretto e un linguaggio corporeo compassato.

Ciò valeva in particolare per le donne, il cui comportamento e autocontrollo erano soggetti a norme più severe rispetto a quelle destinate agli uomini, come risulta dai manuali di buona creanza per donne e fanciulle scritti dopo il 1850, che dedicavano particolare attenzione alle forme esteriori, alla conversazione e all’etichetta, nonché a questioni riguardanti la moda e la società, lasciando ad altre forme di letteratura l’educazione spirituale e sentimentale.

Con la fine dell’800 e l’avvento del Novecento l’etichetta lasciò spesso spazio allo snobismo ed all’ostentazione e, dopo alterne fortune, venne quasi totalmente obliata fino al secondo dopoguerra.

 E’ Il saper vivere di Donna Letizia a portare con sè consigli e regole di comportamento ed elargirli alle donne che, dimenticati i duri anni di guerra, tornavano ad interessarsi, all’alba del boom economico, all’etichetta.

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